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L'autentico falso irish-pub in Italia

Uno spettro si aggira per l'Europa... l'autentico falso pub irlandese

irlanda.gifUn autentico falso irish pub degno di tale nome deve possedere almeno la metà delle caratteristiche sotto elencate:

Mescita della Stout

Dietro al bancone ci trovi il proprietario o una studentessa che raggranella qualche eurino facendo la cameriera.
Il boss, dopo una dura vita passata a fare il rappresentante di laminati plastici, il carpentiere o il titolare di una concessionaria di trattori, ha "fiutato il bisnis" e si è indebitato fino al collo per comprare un vero "airiscpab" che gli viene fornito chiavi in mano da organizzazioni specializzate in un sacco di cose scritte in inglese (food and beverage management, brewery turnkey technologies, marketing) che fanno molto figo e inducono soggezione.
La maldestria, inesperienza e superficialità del neo-publican traspaiono subito dal modo in cui vi spilla la "Ghinness" senza lasciarla riposare. Per lui una stout ed una pepsi cola non presentano grosse differenze...
La tecnica della cameriera è identica, con l'attenuante che la tipa è visibilmente scazzata a causa dei continui rimproveri del capo e dei ripetuti tentativi di abbordaggio dell�ennesimo "rompicoglioni da bancone" che si crede Raul Bova.

Pubtanate

Questi alcuni degli oggetti che si incontrano negli "autentici falsi irish pub":

  • Una canna da pesca, il cappello di Capitan Findus, conchiglie raccolte a Rimini l'estate prima dalla figlia del proprietario e le foto in bianco/nero dell'Uomo di Aran.

  • Un'atmosfera che, secondo gli intenti, avrebbe dovuto fare tanto Ocean. Oh, yeah!

  • Un antico setaccio da cercatore d'oro (come se l'Irlanda fosse il Klondike) appeso sulla parete, dietro una luce fioca.

  • Una credenza della nonna realizzata in stile falso rustico-falso antico-vera chiavica.

  • Riproduzioni di antiche bottiglie di medicine irlandesi: incredibile, le trovi in un sacco di irish pub italiani...

  • Libri vecchi e polverosi in lingua inglese: se guardi attentamente troverai che si tratta di testi anni '50 di fitopatologia parassitaria, manuali di coltivazione della patata gialla di Roland, biografie dei santi...

  • Le reclame Guinness con lo struzzo che ingoia la pinta, il guardiano dello zoo ed il leone, l'omino forzuto, l'operaio ubriacone, ecc.

  • Le foto in bianco/nero dei barili Guinness sotto la neve a Dublino (stessa foto già trovata in almeno 5 italo-irish pub diversi).

  • Lanterne, lanterne, lanterne... secondo me hanno saccheggiato il magazzino di una miniera abbandonata per fornire i pub italiani...

  • Il caminetto non funzionante con le mattonelle di torba ed il pentolone in rame da polenta (non sapevo che in Irlanda mangiassero come in Valtellina...).

  • Le scritte alle pareti in gaelico: secondo me i decoratori inviati dall'Irlanda ci scrivono "Pirla chi legge" oppure "La moglie del proprietario ha il sedere grosso" o "Abbasso mia suocera"... tanto, tranne Fabio Riccio, nessuno può capire cosa c'è scritto...

  • La t-shirt della nazionale irlandese di rugby sotto vetro con un autografo originale del figlio del magazziniere del Green Team.

  • La tinteggiatura effetto spugna, color "aragosta triste" o "giallo homaldipancia".

  • Un paio di sedie a dondolo su cui non ci si può dondolare perché sono bloccate con due cunei di legno (... per impedire di farci male).

  • Una vecchia bandiera della Ferrari con Irvine sopra.

  • I cartelli con le indicazioni chilometriche bilingue... che bello sapere quanti chilometri di distanza separano Casalpusterlengo o San Giuseppe Vesuviano da Dublino...

  • Il quadro di "Teomondo Scrofalo" raffigurante il vecchio ubriacone (... che fa tanto rustico).

La musica

Ogni volta che entro in uno di questi locali e mi tocca sentire il peggio della musica dance in circolazione sparato ad alto volume, mi prende un irresistibile prurito e la voglia di infilare il proprietario del pub dentro la friggitrice delle patate. Mi è addirittura successo di vedere il TG4 di Emilio Fede su maxi-schermo in un irish pub milanese. Ed è stato altrettanto traumatico...
Ma siccome sono tendenzialmente pacifista e non violento, nei casi sopra riportati mi limito a promettere a me stesso di uscire dal pub il prima possibile.
In certi autentici falsi irish pub ci trovi un sottofondo musicale irlandese che però raramente va oltre ai Corrs (e qui mi fermo: sul sito del fan club italiano di questo gruppo pop godo della stessa stima che riscuoterebbe Bush in una moschea...).

Testo redatto da Moris