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L'irlandiano Zen

L’irlandiano Zen
By Pycos
(Agosto 2008)
 

Si tratta probabilmente della tipologia più visibile di irlandiano, e come tutte le cose che sono evidenti, molto spesso sfugge all’attenzione… per coglierlo e coglierne la verità, bisogna in qualche modo predisporsi alla contemplazione come fanno i maestri Zen.

Questa tipologia di irlandiano, solitamente è riscontrabile fra chi è arrivato nell’isola dagli inizi degli anni ’90,  al 2000-2001… possibile ma più difficile fra chi è arrivato dopo.
I suoi tratti costitutivi sono rintracciabili fin dall’adolescenza: durante questa fase della sua vita, l’irlandiano Zen, deluso dai professori che non davano la dovuta importanza ai suoi pensieri, e sconcertato dai compagni di classe più bravi che magari non trattenevano qualche sorrisino quando ascoltavano qualche sua considerazione, comincia a spostare l’attenzione verso espressioni culturali originali e alla ricerca di nuovi luoghi… E’ muovendosi in questa direzione che avviene il suo incontro mistico con l’Irlanda: si tratta appunto di un incontro che va al di là di ogni umana possibilità di comprensione, è proprio come una sorta di irradiazione divina!
A quel punto, comincia un lungo travaglio che lo porta ad approdare nell’isola più o meno all’età di 25-30 anni, molto spesso dopo aver vissuto un’esperienza sociale nel mondo del lavoro molto simile a quella descritta sopra in età adolescenziale a scuola.

Arrivato in Irlanda, immediatamente trova lavoro, è ben pagato, e comincia a convincersi che tutto quello che gli sta intorno è magnifico! Giorno dopo giorno comincia a sentire parlare in giro della dominazione inglese e della cultura celtica, e diventa un antibritish convinto e allo stesso tempo un italiano sempre più deluso, che non esita ad esternare disgusto nel rilevare che nel manuale di storia che aveva al liceo, non ci fossero i dovuti dieci capitoli dedicati alla storia celtica e a quella irlandese moderna!  Purtroppo non si renderà mai conto, che di fatto non glie ne frega niente neanche agli irlandesi, e quindi figuriamoci agli italiani!

Uno dei punti di massima realizzazione della sua vita ha luogo al primo ritorno in Italia, magari per le vacanze di natale, quando gli amici e i parenti ,curiosi, gli chiedono dell’Irlanda. Qui finalmente l’irlandiano Zen comincia a vedere realizzati i più sognati risultati della sua impresa: un palcoscenico tutto per lui, fra chi, fino a quel momento, non se l’era filato mai neanche di sfuggita!
A questo punto, grazie al logos irlandivino che si manifesta attraverso di lui,  durante la narrazione si concretizzano particolari di cose che, fino a quel momento, neanche lui era riuscito a cogliere… oserei dire che, i fumi del grasso dei fish and chips che per qualche mese egli ha respirato in giro per Dublino, riescono talvolta ad avere la potenza di attivare processi di rivelazione di verità nascoste, che neanche lontanamente nessun teologo attribuirebbe al più comune incenso usato nelle tradizionali funzioni religiose cattoliche!

Con gli anni la vita dell’irlandiano Zen evolve fra un’acquisizione di verità e una delusione, vedendo che giorno dopo giorno, nell’isola cominciano a sbarcare connazionali che non riescono a cogliere fino in fondo il senso della realtà più recondito che questa terra gli ha rivelato. Nel frattempo si laurea o diventa coordinatore del call centre dove ha lavorato, e immancabilmente comincia il confronto con le istituzioni universitarie italiane dove non è riuscito a fare più di due tre esami, perché il tipo di impostazione non era consona al ruolo di predestinato ad accogliere la verità irlandivina  che il destino gli ha riservato.
Da questo momento, l’irlandiano Zen, comincia a meditare un trasferimento da Dublino a Cork o a Galway, in quanto il progressivo arrivo degli stranieri comincia ad affievolire il flusso di irradiazione irlandivina a cui si è abituato…

Nel tempo, forse l’abitudine all’irradiazione del verbo irlandivino o il degrado spirituale portato dall’approdo nell’isola di molti stranieri, può avere conseguenze strane nella vita del nostro eroe, e talvolta egli manifesta segni di crisi rispetto a quello che ha vissuto fino a quel momento, e comincia stranamente ad avanzare osservazioni critiche verso l’isola che prima di lui soltanto alcuni connazionali poco attenti avevano esternato. Talvolta si dimentica improvvisamente dello spirito antibritish che aveva in qualche modo caratterizzato il suo legame con questo paese, e addirittura progetta un eventuale trasferimento in UK! Ovviamente,  tutto quanto è elaborato in questo frangente non può essere condiviso con chi sta nell’isola soltanto da qualche anno… è sempre un processo che si compie su livelli ontologici ai quali è possibile accedere dopo anni di contemplazione estatica del logos irlandivino!
Durante questa fase, l’irlandiano Zen può anche elaborare una prospettiva diversa: egli talvolta si investe del ruolo di apostolo del verbo irlandivino e torna in patria, dove parlerà per anni della sua esperienza irlandese, della sua delusione del degrado che la dimensione mistica di questa nazione ha subito, e non mancherà ancora di esternare il suo disappunto quando apprenderà che nei sobborghi di Dublino, è stata  abbattuta qualche costruzione di importanza storico-socio-architettonica pari a una casa fatiscente di epoca fascista dell’ANAS, sulla strada statale Padana all’altezza di Pioltello.

L’irlandianoZen qualche volta ha dei seguaci, che gli somigliano ma non riescono ad assimilarne fino in fondo la natura. Su tratta di connazionali che, sono approdati nell’isola per disperazione, e vagano confusi senza riuscire a  capire nulla di quello che gli accade intorno. Difendono a spada tratta l’Irlanda contro qualsiasi critica ma senza riuscire ad esprimere una considerazione di senso compiuto. Il nostro eroe talvolta si irrita nel sentire i loro discorsi scriteriati, ma spesso ne apprezza la buona volontà quando arrivano in suo aiuto in un momento di lotta contro i demoni compatrioti che criticano l’isola.

E’ importante prepararsi per quel che è possibile al meglio nell’eventualità di un incontro con l’irlandiano Zen. Talvolta può anche essere sufficiente una occhiata di pochi minuti per poter scoprire la  vacuità di ogni particolare di noi… e può sfuggirci quella verità che egli irradia e quindi giocarci la possibilità di uscire dall’oblio in cui fino al momento del suo incontro tutti siamo vissuti….