Cercare lavoro in Irlanda

Questo testo è nato dalle testimonianze sul Forum di AltraIrlanda dei nostri corrispondenti che vivono sull’isola oppure sono reduci da recenti esperienze lavorative.

Sfatiamo il mito dell’Irlanda come nuova terra dei miracoli

Esistevano diverse leggende metropolitane nel nostro paese: tra le più gettonate degli ultimi anni c’era quella che vedeva l’Irlanda come una terra dei miracoli dove non veniva negato un lavoro a nessuno…
Sebbene la situazione sia radicalmente cambiata dal 2009 in poi, questo mito ha generato una vera e propria migrazione di persone che dall’Italia arrivano in Irlanda (in particolar modo a Dublino) spesso accompagnate da aspettative sbagliate. Intendiamoci: persone qualificate e/o molto determinate che vogliano fermarsi a lungo (e che lo fanno capire nei colloqui di assunzione) possibilità ne troveranno tante, guadagnando anche assai bene.

Insomma, per i cosiddetti casual jobs (cameriere, barman etc..) oggi è effettivamente più difficile che in passato trovare lavoro e la concorrenza è tanta. Se invece siete laureati, avete un buon inglese e un buon CV troverete un’abbondanza di offerte, superiore e meglio retribuite che in Italia.

Le 5 armi vincenti per chi cerca lavoro in Irlanda

1. Curriculum Vitae
2. Reperibilità
3. Flessibilità
4. Costanza & Organizzazione
5. Conoscenza della Lingua

Partite con un curriculum vitae ben impostato, tenendo conto dei seguenti criteri:

  • Estendetelo in lingua inglese (sembra una cosa ovvia, eppure c’è addirittura chi…)
  • Fatevelo correggere da una persona madrelingua od esperta. Guardate che è un dettaglio molto importante.
  • Portatevelo su chiavetta usb (pen drive) per poterlo aggiornare in ogni momento in uno dei tanti internet point: se lasciate indirizzo e numero di telefono italiani nessuno vi chiama.
  • Compratevi subito una scheda irlandese per il vostro cellulare; non fate conto sulle e-mail se lavorerete nel settore dei casual job.
    Ricordate che i gestori di pub e fast food non sanno nemmeno cosa sia un computer, o almeno non ne fanno uso per la selezione del personale.
  • Fornite informazioni congrue con quanto cercate: tre lauree non vi aiuteranno a trovare lavoro come cameriere (anzi, vi escluderanno dalla rosa a priori).
    Metteteci piuttosto l’esperienza alla baracchina dei gelati di Camogli.
  • Siate flessibili: si fa sempre in tempo a cambiare lavoro quando già ne hai uno (per quanto brutto).
  • Se, come tanti, non avete nulla da inserire nel CV, inventatevi qualcosa con un po’ di buon senso (o andate da McDonald’s dove preferiscono assumere gente totalmente inesperta).

Abbiate pazienza, gli irlandesi sono lenti e non richiamano subito: calcolate sempre un periodo in cui vi dovrete mantenere senza entrate.
Se uno insiste trova. Se ci si demoralizza meglio andare via subito.
L’idea che si ha qui di italiani e spagnoli è appunto quella di dilettanti allo sbaraglio. Organizzarsi prima della partenza non è garanzia di successo, ma quanto meno aiuta moltissimo.
Se il tuo inglese è scarso, spendi un po’ di soldi per un buon corso e soprattutto PRIMA di cercare lavoro (in maniera da non bruciarti i colloqui con l’Inglese non “rinfrescato”).

Il PPS Number: ne avrete bisogno per lavorare

Per lavorare regolarmente avrete bisogno del pps number, il numero di sicurezza sociale (alcuni lo considerano invece una sorta di codice fiscale). Indirizzi dove rilasciano il PPS: www.welfare.ie.

A Dublino non è più possibile farlo in qualsiasi ufficio del socialwelfare, ma bisogna andare in un unico ufficio che sta a Pearse street 2 (Dietro la stazione di Tara street).

Documenti necessari per ottenere il PPS number:
1) un documento di identità (2 in genere a Cork e Galway: per esempio carta d’identità + patente di guida)
2) una bolletta (elettricità/gas etc.) o un attestato di residenza rilasciato dal Landlord (padrone di casa od agenzia di management o addirittura – ma non consigliato – dal direttore dell’ostello…)
In alcuni casi è stata accettata anche una dichiarazione di residenza del datore di lavoro.
È comunque possibile, come misura temporanea, lavorare in Irlanda senza avere un PPS, occhio però che finché questo benedetto PPS non arriva la tassazione sarà fissata ad un meraviglioso 42% (emergency tax).
Ottenere un PPS è gratuito e può essere fatto presso appositi sportelli del Welfare (ed al contrario degli italian offices, qua gli operatori sono estremamente cortesi). Il passaporto non è strettamente necessario se si ha una carta d’identità UE, tuttavia è consigliabile averlo con sé per via della monolinguisticità della carta d’identità che può causare qualche grattacapo agli operatori locali. La patente di guida è valida come documento d’identità in Irlanda.

Come dice Pycos, non è una buona idea andare con il foglio dell’ostello a farlo, in quanto una volta ottenuta la lettera, non si può cambiare l’indirizzo per meno di sei mesi, né tantomeno ottenerne una copia, con la conseguenza che se si apre un conto in banca, farà fede l’indirizzo della lettera, pertanto tutto sarà spedito presso l’ostello (ATM card, pin etc.).
Consiglia di aspettare di trovare casa prima di fare il PPS number, qualora fosse possibile.

Da non dimenticare, prima di partire…

Alcune cose che non devono assolutamente mancare nella vostra valigia:

  • tessera sanitaria europea: introdotta in tutti i Paesi dell’Unione europea, sostituisce i moduli cartacei (E111 ecc.) utilizzati per usufruire di cure medico-sanitarie in occasione di soggiorni temporanei in un altro Stato membro.
  • carta d’identità valida per l’espatrio o passaporto ed eventualmente la patente di guida.
  • carta di credito o bancomat oppure, molto comoda e accettata da tutti la Postepay (carta bancomat ricaricabile )… basta che sia VISA.
  • vocabolario tascabile, penna sempre con voi unitamente a bloc-notes (se serve comunicare te lo fai anche scrivere..).
  • curriculum vitae tradotto in inglese (lascia lo spazio per il numero di cellulare irlandese e per il pps number) e salvato su chiavetta usb oppure sul web.

Il Casual job (lavoretti estivi o di breve durata)

Molti tra coloro che vogliono trovare il classico lavoretto estivo torneranno con le pive nel sacco.
Questo per i seguenti motivi:

  • Un po’ di crisi, come citato prima, la si annusa anche da queste parti con il recente allargamento della CEE sono sbarcati sull’isola molti ragazzi cechi, ungheresi e polacchi caratterizzati da una determinazione notevole.
  • La “concorrenza” è quindi aumentata ulteriormente i datori di lavoro irlandesi preferiscono assumere autoctoni: ed in estate per i casual jobs c’è la concorrenza dei ragazzi locali (che a 14 anni, invece che andare tre mesi a Rimini come si fa da noi, lavorano). Per non parlare della concorrenza degli studenti americani, australiani e scandinavi che parlano tutti un ottimo inglese.
  • Gli irlandesi preferiscono assumere chi l’inglese lo sappia benino, e la maggior parte dei nostri connazionali parte svantaggiata: allenare il proprio inglese e migliorarlo con largo anticipo rispetto alla partenza è quindi assolutamente consigliato.
  • Anche il lavoro è un mercato: a luglio e ad agosto ci sono più potenziali dipendenti rispetto agli impieghi disponibili. Ed alla fine in tanti non concludono nulla.
  • La maggioranza dei nostri “Irlandiani” che cercavano solo un casual-job e che lo hanno fatto in periodo non estivo, ha trovato lavoro direttamente sul posto, dopo 3/4 settimane di “sbattimento” e spulciando le centinaia di annunci pubblicati negli uffici del FAS, ente locale finalizzato alla ricerca di lavoro.
  • Quasi tutti hanno lasciato il loro CV a decine e decine di locali, ristoranti, supermercati, magazzini, ecc.: i cartelli sulle vetrine che annunciano la ricerca di camerieri, commessi o magazzinieri sono ancora abbastanza, per fortuna.
  • La possibilità di trovare lavoro tramite annunci su internet prima della partenza è più difficile (e praticamente inesistente per i casual-job): ricordate comunque che viene data la precedenza a chi già risiede in Irlanda, a prescindere dalla sua nazionalità.

Abbiate tenacia e pazienza: ad eccezione del periodo giugno-agosto, la media di tempo prima di trovare un casual-job è di 3/4 settimane.

Lavori qualificati o non temporanei

Si trovano diverse offerte di lavoro “prima della partenza” soprattutto nei settori che richiedono una certa esperienza e professionalità, principalmente nei campi finanziario – assicurativo – amministrativo – informatico – legale o dove c’è bisogno di personale “poliglotta” con conoscenze tecniche.

Nel campo del web design o della grafica l’offerta è interessante ma la “concorrenza” degli irlandesi è altissima e scoraggiante (è uno dei lavori più trendy del momento…).

I laureati in ingegneria sono assai ricercati: considerate però che i salari iniziali sono piuttosto bassi ma le prospettive di crescita in tempi abbastanza brevi sono interessanti: questo perché molte azienda hanno avuto in passato l’esperienza di assumere lavoratori stranieri che una volta formati hanno lasciato l’Isola per tornare nella madrepatria ( = soldi buttati al vento per chi assume).

Parliamo poi del settore turistico-alberghiero: un cuoco che ha maturato una buona esperienza o una receptionist in gamba difficilmente vengono ignorati.
Diverse ragazze che frequentano il forum di Altra Irlanda hanno trovato subito un’assunzione in questo settore sfruttando il fatto che già avevano maturato esperienza di desk e parlavano bene almeno due lingue oltre all’inglese.

Lo stesso vale per un tecnico-artigiano qualificato che mastichi un po’ di inglese: un buon elettricista o idraulico troverà sempre un’impresa di servizi che lo accoglierà a braccia aperte, anche le grosse catene alberghiere cercano disperatamente dei buoni manutentori.

Molti dei nostri forumisti che vivono in Irlanda lavorano nel settore dei call-center.
Operano con i loro clienti telefonici in lingua italiana (eh, si… quando chiamate un numero verde perché il vostro plotter è fuori uso, il vostro interlocutore italiano probabilmente vi risponde da Dublino…)
Nonostante questo, molti recruiters scartano chi non ha almeno una discreta padronanza della lingua inglese: il training infatti viene impartito non di rado da persone non italiane e i potenziali datori di lavoro partono dal principio che una persona che ha dimestichezza con l’inglese renda di più sul lavoro dovendo affrontare meno difficoltà extra-lavorative. È cinico, ma funziona così.
Sul nostro Forum troverete i topic dove si incontrano virtualmente gli italiani che lavorano presso multinazionali che hanno il loro call-center europeo a Dublino o Cork: Xerox, Apple, Siemens, Symantec, Lexmark, e potete leggere i loro commenti sugli ambienti di lavoro e le selezioni del personale.

Vi consigliamo i seguenti link per la ricerca del lavoro tra i tantissimi a disposizione:

  1. www.irishjobs.ie
  2. www.fas.ie
  3. www.monster.ie
  4. www.jobs.ie
  5. www.recruitireland.com

STIPENDI:

Gli stipendi irlandesi sono mediamente più alti di quelli italiani, anche se non è possibile fare un vero confronto in quanto:

– non esiste tredicesima né TFR

– i contributi e l’assicurazione sulla salute sono parzialmente a carico dell’assunto

– in Irlanda ci sono i benefit (bonus legati agli obiettivi, canteen, pension scheme etc…)

Se volete avere un’idea chiara di quanto guadagna qui un lavoratore in base al mestiere che svolge, date un’occhiata a questo Salary Survey, per esempio un hotel receptionist con 2 anni di esperienza guadagna dai 18000 ai 20000 euro.

Se poi volete sapere quanto vi entrerebbe in tasca al netto delle tasse ogni mese, andate qui:

www.merrionresources.com/taxcalculator.asp#calc

oppure

www.taxcalc.eu

ad es., con 20.000 euro lordi l’anno, lo stipendio mensile è di 1515,35 euro.

TASSE

Le tasse in Irlanda hanno aliquote diverse secondo degli scaglioni, quindi fino a 4000 euro non si paga nulla, fino a 34000 si paga il 20% sui restanti 30000, dopo si paga il 42% sul restante. A queste percentuali poi si devono applicare dei tax relief (detrazioni) che dipendono dallo stato civile (single, married), se si è in affitto o si possiede una casa, numero di figli etc..

Queste aliquote possono variare in base alle leggi finanziarie (chiamate Budget) emesse ogni anno.

Ad es, se il vostro stipendio è di 50000 euro e non avete diritto a nessun tax relief, ci sono 3 scaglioni:

1) fino a 4000

2) da 4000 a 34000

3) da 34000 a 50000

e pagherete

fino a 4000 euro -> 0

fino a 34000 -> 6000 euro (il 20% di 30000)

e il 42% sui rimanenti 16000 -> 6560 euro

quindi il lordo sarà 50000, le tasse 12560 e il netto resta a voi.

TASSE da pagare in Italia(citiamo dalla normativa circolare)

Ai fini delle imposte sul reddito sono considerati non residenti coloro che non sono iscritti nelle anagrafi comunali dei residenti per almeno 183 giorni nel corso dell’anno fiscale e non hanno, nel territorio dello Stato italiano, né il domicilio né la residenza abituale.
I non residenti che hanno prodotto redditi o possiedono beni in Italia sono tenuti a versare le imposte allo Stato italiano solo per quella parte di reddito prodotto in territorio italiano.
Si intendono prodotti in Italia i redditi che hanno avuto origine nel territorio italiano e derivano da:
attività di lavoro dipendente, autonomo, d’impresa, ecc.
pensioni e assegni assimilati;
beni immobili (terreni e fabbricati) ubicati in Italia.
Le principali imposte che possono riguardare i non residenti sono:
l’imposta personale sui redditi (Irpef)
l’addizionale regionale all’Irpef
l’addizionale comunale all’Irpef
le imposte sui trasferimenti di proprietà degli immobili
l’imposta comunale sugli immobili (ICI).

Stipendi
Per quanto riguarda gli stipendi pagati da un datore di lavoro privato è prevista la tassazione esclusiva nel Paese di residenza del percettore quando esistono contemporaneamente le seguenti condizioni:
il lavoratore residente all’estero presta la sua attività in Italia per meno di 183 giorni
le remunerazioni sono pagate da un datore di lavoro residente all’estero
l’onere non è sostenuto da una stabile organizzazione o base fissa che il datore di lavoro ha in Italia.

In tali casi gli stipendi non vanno dichiarati allo Stato Italiano.

Riscatto della pensione INPS all’estero:

INPS: Calcolo della pensione internazionale
INPS: la pensione europea

Altre info sul fisco in Irlanda: tasse, contributi, pensione e ammortizzatori sociali in Irlanda

Il forum di Altra Irlanda: una fonte aggiornata di informazioni

Tenete d’occhio il nostro forum: ogni settimana ci sono testimonianze interessanti e aggiornamenti sulla situazione lavorativa locale.
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Tra i tanti topic, uno dei più interessanti è quello aperto da Sumero, un po’ datato a dir la verità ma ricco di consigli pratici Forum AltraIrlanda.

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